Cosa manca a questa campagna elettorale

Manca meno di un mese al 10 giugno, quando i messinesi saranno chiamati alle urne per eleggere Sindaco, Consiglio comunale e Consigli circoscrizionali. Sono tanti i cittadini (diversi anche i miloti) che hanno deciso di candidarsi nelle varie liste a sostegno dei candidati a Sindaco e da qualche tempo sono cominciate le visite al villaggio di esponenti delle varie forze in campo: qualcuno si era fatto vedere già qualche mese fa, diversi altri sono comparsi domenica scorsa magari pensando di sfruttare il richiamo di gente della rievocazione storica, qualcuno (tra cui gli attuali amministratori comunali, forse per un improvviso sussulto di pudore) non è ancora passato da queste parti.

Tre sono gli aspetti di queste vicende che colpiscono.

Il primo è certamente la tempistica con cui nuovi candidati e rappresentanti in scadenza di mandato vengono a Mili San Pietro e danno a vedere di mostrare attenzione (ognuno considererà se con sincerità o meno)  verso le problematiche di chi vive nel nostro villaggio: sappiamo bene un po’ tutti che, come si suol dire, “passata la festa, gabbato lo santo” e così, dopo le elezioni, chi s’è visto s’è visto. I problemi, quelli denunciati e di cui molti (a parole) si fanno carico, ogni cinque anni sono sempre gli stessi, con qualche recente aggiunta (è il caso della scuola): dove sono andate a finire le promesse preelettorali di cinque anni fa? Ci verrebbe da dire: e quelle di dieci, quindici, venti anni fa? Se non fosse che, tra Sindaci, Giunte e Consigli che a Messina periodicamente decadono, il ritmo delle campagne elettorali e relative promesse è stato molto più intenso nell’ultimo decennio. Che faccia ci vuole per ingannare, e continuare ciclicamente a farlo, i cittadini di Mili San Pietro? Dato per scontato che i “vecchi” sono soliti fare promesse da marinaio, cosa dire di quelli che si presentano come nuovi? Saranno in grado, tra cinque anni, di raccontarci di promesse mantenute o continueranno a fare come hanno fatto i loro predecessori, da cui tanto (per ora a parole) mostrano di differenziarsi?

Il secondo aspetto è quello legato ai temi. Nei programmi (in molti casi sarebbe meglio dire “proclami”) di diversi candidati spopolano la valorizzazione della chiesa normanna con annessi provvedimenti per “portare il turismo a Mili” e il rifacimento della scuola.

Ebbene cari candidati, sappiate che del primo sentiamo parlare da decenni ma che mai nessuno degli eletti ha messo mano al problema dell’abbandono di questo “bene del mondo”. Se non fosse stato per i miloti, che in quarant’anni si sono rimboccati le maniche tante volte e sono riusciti ad ottenere, con manifestazioni e petizioni popolari organizzate dal CTG LAG, i restauri della chiesa nel 1980 e nel 2006, oggi probabilmente staremmo parlando di un monumento in rovina. I tanti candidati, che in camicia e cravatta si sono presentati puntualmente in piazza o davanti al bar in occasione di ogni competizione elettorale, nulla hanno mai fatto per la tutela e la valorizzazione della chiesa normanna e del monastero.

A questo annoso cavallo di battaglia del candidato di turno se ne è di recente, ahinoi, aggiunto un altro: la ricostruzione del plesso della scuola primaria, andata in fiamme due anni fa e su cui, oltre la generosa mobilitazione di tanti miloti, finora abbiamo visto e sentito solo promesse. Parole su parole, ma nulla di concreto per ridare al villaggio la sua importante istituzione educativa, oltre che l’unico, prezioso, spazio pubblico al coperto.

Il terzo aspetto è quello che reputiamo più grave, perché denota il disinteresse più totale verso i problemi quotidiani di chi abita a Mili: la mancanza di attenzione verso i problemi che sopporta ogni giorno chi vive a Mili. Proviamo qui a farne un breve elenco, senza la pretesa di essere esaustivi:

  1. Le pessime condizioni della condotta fognaria. Ormai obsoleta, è rotta in più punti, tanto che nei piani bassi di molte case gli attrezzi da lavoro e gli oggetti in disuso convivono da tempo con blatte e scarafaggi e con l’inconfondibile profumo di fogna. Forse si sta aspettando che i miloti, stanchi dell’insopportabile olezzo, della malsana umidità sui muri di casa (!) e dell’immobilismo del palazzo municipale, decidano di ricostruire la fogna a spese proprie?
    E che dire di una condotta che sfocia nel torrente Mili in spregio ad ogni normativa di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, mentre a due chilometri di distanza esiste un impianto di depurazione delle acque reflue? Roba da far accapponare la pelle.
  2. L’assenza di una rete di raccolta delle acque piovane. Non è un diritto dei miloti, com’è invece per chi abita in qualsiasi altra parte della città, quello di uscire di casa o di rientrarvi, in una giornata di pioggia, senza bagnarsi i piedi fin oltre alle caviglie. Eppure nelle bollette AMAM paghiamo anche questo, inesistente, servizio (oltre che quello, come si è visto efficientissimo, di depurazione delle acque fognarie).
  3. La mancanza di pavimentazione delle strade. O almeno di una pavimentazione degna di un posto civile: basta spostarsi anche solo a Scaletta Superiore, borgo per dimensioni simile al nostro ma, per sua fortuna, parte di un piccolo comune autonomo, o in uno qualsiasi degli altri borghi fuori dal Comune di Messina, per vedere cosa significa vivere in un paese dall’aspetto decente: le strade sono pavimentate con materiali locali, hanno efficienti reti di raccolta acque bianche e non danno l’impressione a chi vi si trova di essere in una della favelas brasiliane. Noi no: a noi basta un po’ di grigio cemento, se sconnesso meglio ancora. Ai turisti piace così.
  4. L’assenza di cartelli con la denominazione delle strade e di numeri civici. Anche qui il confronto con un qualsiasi “paese civile” è impietoso: i portalettere alle prime armi impazziscono a consegnare la posta, e non è un diritto dei miloti quello di ordinare un pacco su Amazon o su qualsiasi altro sito di e-commerce: non arriverà mai. Perché? Semplice: il corriere non ha idea di dove recapitarlo perché non sta scritto da nessuna parte.
  5. La sistematica mancanza di pulizia ordinaria delle strade. Eppure anche questo è un servizio che paghiamo, e pure caro. Ma di sicuro, ai turisti che a frotte giungeranno in paese grazie alle mirabolanti promesse, quel tanto di sporco sulle strade piacerà. E’ caratteristico.

Cari candidati, miloti e non, in questi giorni impegnati nella campagna elettorale:
conoscevate questi problemi?
Quali strategie pensate di utilizzare per risolverli nel più breve tempo possibile?
Vi ricorderete che avete promesso di lavorare per la tutela e la valorizzazione della chiesa normanna e del monastero e per la ricostruzione della scuola?
Pensate di essere in grado, una volta eletti, di dare soluzione a queste e alle tante altre problematiche di chi vive nel villaggio? O accamperete le scuse che abbiamo sempre sentito?
E soprattutto, pensateci bene: avrete la faccia di tornare a Mili, prima delle prossime elezioni comunali, per dare conto del vostro lavoro per il villaggio su queste criticità? O ci prenderete ancora in giro parlando di turismo laddove manca perfino l’essenziale?

I soci CTG LAG