Le “varette” del Venerdì santo

Varette_VenerdìSanto_201314La processione delle “varette”, cioè la Via Crucis itinerante per le vie del villaggio con la grande croce nera e i fercoli dell’Ecce Homo, del Cristo morto e dell’Addolorata è ciò che da qualche tempo rimane, insieme al “sepolcro” (l’altare di reposizione) del Giovedì santo, delle tradizioni della Settimana santa. Fino a pochi anni fa resistevano altre antiche e pie usanze: per il Giovedì santo, di porre davanti all’altare una tavola imbandita con dodici grandi panini di cena, lattuga e agnelli di pasta di mandorla; per il Venerdì santo, di deporre teatralmente dalla croce l’effigie del Crocifisso per riporla nella bara processionale di cristallo, immagine che veniva posta davanti all’altare maggiore e venerata dai fedeli dopo la processione; e, per la notte di Pasqua, di benedire l’acqua che i fedeli portavano in chiesa per l’occasione per poi riportarla nelle proprie case e di nascondere con un grande velario l’intero catino dell’abside e l’altare maggiore su cui si poneva, coprendo la statua del Sacro Cuore di Gesù, l’effigie del Cristo risorto che veniva mostrata, insieme all’altare addobbato a festa, al suono del Gloria con il cadere del telo. Alle funzioni del Giovedì e del Venerdì santo i fedeli rappresentanti gli Apostoli vestivano, sempre fino a poco tempo addietro, una casacca bianca con cappuccio con cui si coprivano la testa durante la processione delle “varette” che gli stessi provvedevano a portare a spalla; i bambini precedevano la processione portando i simboli della passione.

Qui alcune immagini di una processione delle “varette” degli ultimi anni:

 

 

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