Altro che diritto all’informazione

Come accade spesso ormai, nonostante i continui reclami e le migliaia di Euro spese in questi anni dal Comune per migliorare la ricezione tv nel nostro villaggio, è bastato qualche temporale di quelli delle ultime settimane per far sì che, da Lunedì scorso, gli abitanti di Mili San Pietro non potessero più vedere la TV. I canali analogici e digitali, già “normalmente” non tutti visibili, sono del tutto off limits per le tv del villaggio; a subirne le conseguenze, tra gli abitanti, sono soprattutto i tanti anziani, costretti a restare a casa per gran parte delle giornate, che adesso hanno perso uno dei pochissimi contatti con il resto del mondo. Per non dire che anche tutti gli altri cittadini di Mili avrebbero diritto, come gli altri italiani, all’informazione su quello che accade nel nostro Paese e nel mondo.

Il fatto è ancora più grave se si considera che in tempi recentissimi per risolvere la questione sono state spese diverse migliaia di Euro pubblici. Ma andiamo con ordine.

Dopo decenni in cui la comunità di Mili San Pietro era stata lasciata, come per tanti altri servizi, anche per la ricezione televisiva “al buio” (tanto che gli abitanti, stanchi di anni di vane promesse, avevano messo mano al portafoglio per realizzare dei ripetitori abusivi), il 20 Aprile 2009 con determina del sindaco Buzzanca era stato autorizzato il ricorso alla trattativa privata per la scelta del contraente cui affidare la realizzazione dei lavori per il ripristino di ripetitori televisivi UHF-VHF a Mili San Pietro ed a Mili San Marco. Il contratto per i lavori di ripristino dei ripetitori televisivi di Mili S. Pietro e Mili S. Marco, aggiudicati alla ditta ISI SRL, veniva firmato il 23 giugno dello stesso anno, per un importo a base d’asta di 14.155 euro, con un ribasso del 7,54 per cento. Lo scorso anno venivano eseguiti i lavori, con cui si realizzavano in c.da Puntale Munti i ripetitori che consentivano, fino a pochi giorni fa, la ricezione, seppure parziale e alternata, dei segnali televisivi analogici e di alcuni canali digitali.

Lavori che avevano evidenziato i loro limiti già più volte, quando, in occasione di intemperie un po’ più forti del solito, i ripetitori erano totalmente saltati. Tante famiglie, disperando (a ragione) del pronto intervento di chi di dovere, hanno preferito sobbarcarsi le spese per un’antenna satellitare.

Adesso, la storia si ripete: come per la telefonia mobile, per il gas, per i trasporti pubblici, per la pulizia ed il decoro urbano, per parlare soltanto di ciò che dovrebbe costituire materia di ordinario intervento delle Istituzioni, ai miloti viene negato il diritto all’informazione. Chissà quanto tempo passerà ancora prima di poter guardare la televisione… pur continuando a pagare il canone, ovviamente.