Un anno dopo

L’acqua e il fango. L’isolamento. La paura per i propri cari. Le lacrime e il sudore. Tornare con la mente ad un anno fa non è facile, per chi c’era.

Poi l’abbandono, il disinteresse delle Istituzioni, ma anche l’apatia o, forse, l’ignavia di tanti che, mani in mano, aspettano che il “padrone” di turno li porti fuori dalla continua emergenza.

Magari ricordare che, nella disgrazia, siamo stati fortunati può aiutarci ad aprire gli occhi, non soltanto su quello che non è stato fatto in quest’anno, ma anche su tutte le occasioni in cui il nostro territorio è stato, e continua ad essere, maltrattato e sfregiato. Mentre tutti ci giriamo dall’altra parte.